Super wi-fi in arrivo nel 2016

L’autunno del 2016 porterà una ventata di aria nuova nella connettività a stelle e strisce: il Super Wi-Fi. Questa tecnologia in realtà non è interamente assimilabile al Wi-Fi, ma è piuttosto descrivibile come una tipologia di connessione wireless a lungo raggio, conosciuta anche col nome di “White Spaces”, in quanto utilizza parti dello spettro di frequenze disponibili non utilizzate o poco affollate, dette appunto “spazi bianchi”.

La storia del Super Wi-Fi ha vissuto un po’ di turbolenze, a causa dei contrasti tra le emittenti televisive USA, inizialmente contrarie alla nuova tecnologia, e la posizione a favore adottata dai colossi informatici Google e Microsoft. Alla fine, lo scorso dicembre 2011, è arrivato il tanto atteso via libera da parte della Federal Communications Commission, agenzia facente parte del Governo degli Stati Uniti e deputata alle questioni inerenti la comunicazione, col fine di promuovere l’interesse pubblico. L’ok dell’agenzia ha poi consentito di effettuare i primi test su alcune reti pilota.

Ad aiutare i produttori di dispositivi wireless nella fabbricazione di apparecchi radio certificati che sappiano sfruttare gli “spazi bianchi” sarà l’azienda Spectrum Bridge, fondata nel 2007 e dedicata alla diffusione della connettività senza fili attraverso una gestione razionale dello spettro di frequenze. A giugno il consorzio Advanced Internet Regions University ha inoltre già fatto sapere che ha intenzione di portare il Super Wi-Fi nei campus universitari nordamericani entro il 2016.

Il Super Wi-Fi si preannuncia una svolta tecnologica decisiva non soltanto perché incrementerà potenza e velocità del Wi-Fi, ma soprattutto in quanto consentirà di portare Internet anche in quelle “zone morte”, come certe aree dell’entroterra, in cui non vi sono ancora possibilità di connessione per le persone che vi abitano. Le stime degli esperti economici hanno già previsto un giro d’affari potenziale di circa un miliardo di dollari.

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